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Cocktail dopo cena: I migliori cocktail per accompagnare le serate delle feste

Il dopo cena è probabilmente il momento migliore per rilassarsi e godere dell’atmosfera casalinga. In queste feste di Natale vivi questo momento di relax con un NIO Cocktails, o regalalo a un appassionato di mixology. Qui i nostri consigli per i cocktail migliori per il dopo cena.

Le nostre case sono ormai tutte addobbate a festa e i momenti di vacanza e relax si avvicinano sempre di più. In queste vacanze natalizie le occasioni per stare in casa e rilassarsi saranno più del solito, per questo motivo ti invitiamo a concederti una coccola in più: un cocktail, direttamente a casa tua, già perfettamente miscelato. Appena avrai voglia di degustarlo dovrai solo preparare del ghiaccio, al resto abbiamo già pensato noi!

Immagina di poter gustare un’atmosfera natalizia ancora più magica di quella che hai sempre vissuto: il calore di casa tua, luci natalizie e addobbi.. e il tuo cocktail preferito ad aggiungere il tocco in più che mancava.

I NIO Cocktails possono diventare anche un’ottima idea regalo, adatta a chi è appassionato di mixology, ma anche a chi ama prendersi cura di sé e dedicarsi dei momenti di relax a casa, senza il bisogno di uscire né di acquistare molte bottiglie per preparare un cocktail a casa, così come quello che puoi avere nei migliori cocktail bar.

 

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I cocktail migliori per il dopo cena

Iniziamo con 3 cocktail a base di Whiskey, in questo caso il Bourbon, assoluto riferimento nell’ambito dei Whiskey. Il suo attributo principale è la dolcezza, con sentori di frutta e vaniglia. In particolare, il nostro master mixologist Patrick Pistolesi ha deciso di scegliere, per NIO Cocktails, il Whiskey Bourbon Bulleit che si presenta al palato con gradevoli note fruttate di noci e una dolcezza che ricorda lo sciroppo d’acero.

Consigliamo questi cocktail per chi ha gusti maturi e sofisticati e a chi apprezza spirtis dalla struttura complessa.

 

Whiskey Sour: una ricetta semplice ma versatile, adatta a varie occasioni di degustazione. Un cocktail classico, dalla storia lunga e affascinante. L’avvolgente Bourbon Bulleit, in questo cocktail, si lega all’acido citrico bio, che conferisce al drink il giusto grado di acidità, lasciandolo al contempo chiaro e cristallino, in assoluta coerenza con le tecniche moderne di Mixology; e allo zucchero liquido di autentica qualità made in Italy. Come ogni sour, si caratterizza per essere un cocktail semplice ed essenziale. Sour indica infatti un cocktail composto “semplicemente” da un distillato mixato con zucchero e limone. L’idea nasce tra il 1600 e il 1800, quando bucanieri e medici convennero che unire ad un distillato zucchero e limone fosse quasi un elisir di lunga vita, adatto a far superare agli uomini di un equipaggio i lunghi periodi di navigazione.

 La ricetta è così composta:

  • Bourbon Bulleit  
  • Acido citrico 
  • Zucchero liquido 

 

Boulevardier: un cocktail agrodolce arricchito dal calore del Whiskey Bourbon. In più troviamo al suo interno i sapori perfettamente miscelati di: Vermouth Cocchi, Bitter Campari e Angostura. La storia del Boulevardier inizia all’Harry’s Bar di Parigi dove lo storico barman Harry McElhone creò questo cocktail per Erskine Gwynne: sarebbe stato poi quest’ultimo a decretarne l’ingresso nei libri di storia grazie alla citazione all’interno di “Barflies and Cocktails” pubblicato nel 1927. La fama di Erskine derivava dal fatto di essere il nipote del magnate Alfred Vanderbilt e dall’aver fondato un mensile chiamato proprio “Boulevardier”: il nome, che deriva da boulevard (strada, in francese) fu coniato all’epoca per definire una persona “di strada” nel senso positivo del termine.

Ecco come il nostro master mixologist Patrick Pistolesi ha scelto di miscelare questo cocktail:

  • Bourbon Bulleit 
  • Vermouth Cocchi  
  • Bitter Campari 
  • Angostura 

Old fashionedun vero mito della mixology. È un cocktail dalla indole iconica ed inimitabile: la straordinaria materia prima viene accostata a ghiaccio, zucchero e soda per attenuarne la forza e i gradi, rendendolo meno impetuoso e più adatto a essere sorseggiato durante un momento conviviale. Cocktail perfetto per il dopo cena, adatto ai palati più maturi, che apprezzano i sapori forti, pur rimanendo attenti alla sostanza. Old Fashioned è sapientemente miscelato “alla vecchia maniera” così come ci dice il nome e il suo segreto è la dosatura tra amaro e dolce, tra il sapore forte dell’alcol spremuto dai cereali e la fredda roccia d’acqua ghiacciata.

L’idea dell’Old fashioned comincia a dilagare nell’800, quando Jerry Thomas parla nel suo manuale di mixology del Whiskey Cocktail, un drink composto da whiskey, zucchero, bitter e scorza di limone. 

Fu poi il colonnello James E. Pepper, grande appassionato di whiskey, a diffonderlo nei più prestigiosi hotel di New York, dove il cocktail trovò la sua fama. Da lì il celebre cocktail divenne famosissimo, riuscendo persino a superare periodi critici per la mixology come il Proibizionismo, arrivando sino a oggi.

È un vero cocktail senza tempo che non può mancare nel bar casalingo di un vero amante della mixology.

Gli ingredienti, come sempre all’insegna della qualità:

  • Bulleit Bourbon 
  • Zucchero Liquido Toschi 
  • Angostura Bitter Aromatico 
  • Angostura Orange Bitter

Passiamo ora a due alternative di cocktail più fresche, meno impegnative del whiskey ma ugualmente caratterizzate dalla stessa qualità premium.

 

Il Tommy’s Margarita: una versione innovativa del classico Margarita. Creato agli inizi degli anni '90 da Julio Bermejo, questo cocktail prende il nome del ristorante-bar di famiglia a San Francisco, autoproclamato "il miglior tequila bar sulla terra". Il Tommy's Margarita adesso si trova in tutte le cocktail list dei migliori bar del mondo e, allo stesso tempo, il piccolo ristorante di famiglia dove questo favoloso drink è nato è diventato una mecca per i bartenders e i curiosi che vogliono provare ad assaporarlo, vivendo un'esperienza indimenticabile. Rispetto al classico Margarita ne esalta il sapore sostituendo il triple sec con lo sciroppo di agave che non a caso viene estratto da una pianta grassa del Messico: l'Agave Tequiliana Weber.

 

Come sempre la selezione degli ingredienti da parte di NIO Cocktails è attenta e di qualità:

  • Tequila Jose Cuervo
  • Sciroppo di agave bio
  • Acido citrico bio

 

Il Daiquiri: le origini del cocktail risalgono alla fine del XIX secolo, al tempo della guerra tra Stati Uniti e Spagna: secondo alcune fonti dopo il naufragio della nave Main – nel porto dell’Avana – un marine giunse in un piccolo villaggio vicino a Santiago de Cuba, specificatamente a Daiquiri. Qui, per placare la sua sete, entrò in una sorta di baracca adibita a bar. Dopo aver rifiutato di bere rhum liscio, ottenne un’aggiunta di succo di lime che aggiustò con dello zucchero. Ecco come venne alla luce il Daiquiri cocktail, uno dei cocktail preferiti dello scrittore Ernest Hemingway insieme al Mojito: “Il mio Mojito a La Bodeguita, il mio Daiquiri a La Floridita”.

Da Santiago di Cuba una ricetta esotica ormai must dei migliori cocktail bar: il Daiquiri. Sarà come sbarcare in una spiaggia incontaminata dei Caraibi, dai colori, dai profumi e dagli odori incontaminati.

 

Ecco gli ingredienti selezionati da NIO. Noi te lo proponiamo a base di:

  • Rum Pampero Blanco
  • Acido Citrico
  • Zucchero liquido

 

Curioso di provare questi cocktail per allietare le tue serate delle feste? Componi qui la tua box!

 

Cheers!